Imprese, Missione Mercosur, nuove prospettive per le imprese italiane
Nei cinque giorni di iniziativa di Confindustria e ICE-Agenzia tra Argentina e Brasile, oltre 2.600 incontri B2B e un’agenda già pronta per i prossimi mesi.
Confindustria guida oltre 90 imprese in Argentina e Brasile
Passim
Mercosur, un mercato da oltre 700 milioni di consumatori
L’area composta da Unione europea e Mercosur rappresenta un mercato integrato di oltre 700 milioni di consumatori.
Nel 2025 l’export italiano verso i Paesi del blocco sudamericano ha raggiunto i 7,5 miliardi di euro, a fronte di 6,9 miliardi di importazioni.
Brasile e Argentina concentrano la parte largamente maggioritaria degli scambi: nel 2025 le esportazioni italiane hanno raggiunto rispettivamente 5,8 miliardi e 1,2 miliardi di euro.
I primi dati successivi all’avvio dell’applicazione dell’Accordo UE-Mercosur mostrano un’ulteriore accelerazione.
A maggio 2026 l’export italiano verso l’area ha raggiunto 745 milioni di euro, con una crescita del 21,1% rispetto allo stesso mese del 2025.
A pieno regime, secondo le stime disponibili, le esportazioni italiane verso il Mercosur potrebbero arrivare fino a 14 miliardi di euro.
Accordo UE-Mercosur: nuove opportunità per le imprese italiane
La progressiva liberalizzazione degli scambi apre nuove prospettive per la presenza delle imprese italiane in Sud America.
L’Accordo prevede l’abbattimento dei dazi sul 91% dei codici doganali da parte dei Paesi Mercosur e sul 95% da parte dell’Unione europea, oltre a una maggiore apertura del mercato degli appalti pubblici e a procedure più semplici per le PMI.
Per le imprese europee il risparmio stimato sui dazi è di circa 4 miliardi di euro l’anno.
Un impatto particolarmente rilevante per alcune filiere di specializzazione del Made in Italy, finora soggette a picchi tariffari che potevano raggiungere il 35% per agroalimentare, macchinari e prodotti elettrici, il 20% per autoveicoli e mezzi di trasporto e il 18% per chimico-farmaceutico, gomma-plastica e strumenti ottici, medici e di precisione.
L’Accordo rafforza inoltre la tutela delle Indicazioni geografiche europee, comprese 57 italiane, e introduce facilitazioni specifiche per le piccole e medie imprese.
Dall’export alle nuove catene del valore
La missione punta però ad andare oltre la crescita dell’interscambio commerciale.
L’obiettivo è rafforzare la collaborazione industriale tra Italia, Argentina e Brasile, favorendo la costruzione di nuove catene del valore e nuove partnership nei settori strategici per la competitività.
Le opportunità riguardano, tra gli altri, i grandi progetti infrastrutturali ed energetici in programma nei due Paesi, la transizione energetica e l’accesso ai minerali critici, lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, il farmaceutico e il medicale, la ricerca e sviluppo e la formazione del capitale umano.
Argentina e Brasile rappresentano inoltre mercati nei quali la presenza industriale italiana è già significativa.
In Argentina operano circa 300 imprese a partecipazione italiana, con 25 mila addetti e un fatturato di circa 2 miliardi di euro.
In Brasile sono circa 1.400, con 150 mila addetti e 42 miliardi di euro di fatturato.
Rafforzare questa presenza significa anche creare le condizioni affinché le imprese italiane possano partecipare ai nuovi progetti di sviluppo dei due Paesi e, attraverso una maggiore integrazione industriale, presidiare con più forza i mercati dell’America Latina.
04 e 16 settembre 2026
Fonte Confindustria
