Proprietà Intellettuale, Diritto d’autore, Database copyright in Europa, progetto Copyright View
In Europa, esistono vari registri nazionali, archivi, piattaforme settoriali per musica, cinema e format che, però, non dialogano tra loro. Chi cerca informazioni su un’opera, ad esempio per capire a chi chiedere l’autorizzazione per poterla utilizzare e a quali condizioni è possibile farlo, si trova spesso con risposte parziali e difficili da verificare.
Il problema è concreto e anche dovuto alla natura stessa del diritto d’autore: a differenza di brevetti, marchi e design, il copyright non ha bisogno di depositi o registrazioni per esistere ma nasce con la creazione dell’opera ed è disciplinato dalle leggi nazionali dei singoli Stati membri.
Il problema è ancora più sentito con la diffusione e l’utilizzo sempre più pervasivo di sistemi di intelligenza artificiale generativa, che vengono addestrati su grandi quantità di testi, immagini e contenuti spesso protetti da copyright.
Le nuove normative europee richiedono di verificare se un’opera può essere usata a questo scopo ma per farlo occorre trovare informazioni sull’opera e sapere con certezza chi ne è il titolare: informazioni che, come abbiamo detto, sono piuttosto difficili da reperire.
È qui che si inserisce lo studio dell’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, intitolato Mapping of EU Databases and Metadata Standards Providing Information on Copyright-Protected Works, pubblicato a maggio 2026, che ha come obiettivo conoscere e mappare i database esistenti sulle opere tutelate da copyright ed esplorare l’opportunità e fattibilità di sviluppare il progetto “Copyright View”un’iniziativa dell’EUIPO che vuole collegare i database esistenti tra di loro per rendere le informazioni sul diritto d’autore delle opere in Europa più accessibili.
Lo studio fa parte dell’impegno intrapreso dall’EUIPO in questo campo e che a novembre 2025 ha portato alla nascita del Copyright Knowledge Centre, un hub digitale che mira ad essere un punto di riferimento unico per informazioni sul diritto d’autore a livello europeo.
IL CONTESTO E QUADRO NORMATIVO
Lo studio nasce proprio per conoscere lo scenario attuale del diritto d’autore a livello europeo, individuando prima di tutto quali sono i problemi e le criticità.
Dal punto di vista strutturale e tecnico, ne individua due:
I metadati sul diritto d’autore, sebbene fondamentali, sono creati in modo arbitrario, senza standard comuni e, per questo, raramente interoperabili.
I database esistenti sono per lo più sconnessi tra loro, anche quando hanno obiettivi simili.
Questi problemi sono particolarmente significativi nell’era dell’intelligenza artificiale.
Come abbiamo detto, normative come l’AI Act, la direttiva InfoSoc e la direttiva sul mercato unico digitale (CDSM), prevedono obblighi legati al rispetto del diritto d’autore che presuppongono però la possibilità di accedere a informazioni corrette, affidabili, interoperabili e scambiabili tra confini e settori.
Come evidenzia lo studio, allo stesso tempo queste normative rimangono “tecnicamente neutrali”, chiedendo ad esempio di rispettare l’opt-out dal text and data mining dei titolari ma senza indicare quali standard tecnici devono essere utilizzati per farlo. Questo, se da un lato lascia spazio alla nascita di soluzioni innovative, dall’altro contribuisce alla coesistenza di diversi sistemi tecnici non standardizzati.
Lo studio, condotto tramite ricerca documentale e interviste a 31 organizzazioni tra cui autorità pubbliche, organismi di gestione collettiva, stakeholders privati e istituzioni culturali, si pone tre obiettivi principali:
Mappare i database di copyright esistenti e l’infrastruttura dei metadati in Europa.
Analizzare le tipologie di informazioni e standard di metadati usati dagli operatori di questi database europei.
Identificare i benefici e porre le basi per la fattibilità del progetto Copyright View, che vuole connettere i database esistenti rendendo così molto più accessibili le informazioni in merito al diritto d’autore delle opere in Europa.
CONCLUSIONI
Nel complesso, lo studio fornisce una panoramica strutturata dei database e metadata esistenti a livello europeo, evidenziando le lacune principali e le opportunità da approfondire.
Le sfide individuate, tecniche ma anche legali ed economiche, sono tutt’altro che banali, e lo studio stesso lo riconosce. Proprio per questo lo studio mira a conoscere nel dettaglio il contesto attuale e definire i passi successivi, in modo da porre le basi per la futura architettura del progetto Copyright View.
Come indicato sul sito dell’EUIPO, il passo successivo prevede la creazione di un gruppo di esperti per approfondire la fattibilità e le specifiche tecniche da sviluppare, oltre a continuare il confronto con gli stakeholder per comprendere meglio le loro esigenze.
Copyright View si configura come un progetto complesso ma, considerando i risultati dello studio, l’evoluzione delle tecnologie e del mercato dei contenuti creativi, sempre più necessario. Le prossime fasi stabiliranno davvero se, nonostante tutte le sfide, questo obiettivo potrà davvero essere raggiunto.
9 Luglio 2026
Fonte Brevetti news
