Imprese e Pa, PNRR, Fase conclusiva del piano, Metodo PNRR, Strategia di continuità, Audizione presso la V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei deputati
Disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19
Il Direttore Generale di Assonime e il Direttore dell’Area Studi e Analisi economica sono intervenuti in Audizione presso la V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame del Disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione” (A.C. 2807).
Il decreto interviene nella fase conclusiva del Piano, con misure volte a garantire la chiusura degli interventi entro il 31 agosto 2026 e la rendicontazione al 31 dicembre 2026, operando attraverso il rafforzamento del sistema di monitoraggio del Piano, semplificazioni procedurali, il potenziamento della capacità amministrativa e un uso più esteso degli strumenti finanziari.
Tra gli interventi principali si segnalano:
il rafforzamento degli obblighi informativi e di aggiornamento su ReGiS;
la proroga delle strutture di missione e la stabilizzazione di personale tecnico-specialistico al fine di preservare le competenze sviluppate nell’attuazione del Piano;
la definizione di un quadro unitario per la gestione degli strumenti finanziari affidati ai soggetti gestori;
l’istituzione dello Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico;
modifiche al Piano “Italia a 1 Giga”;
la proroga del Commissario straordinario per gli alloggi universitari;
e un ampio insieme di misure relative a interoperabilità dei dati, digitalizzazione, giustizia tributaria e civile, istruzione, infrastrutture di trasporto, concorrenza e transizione energetica.
Sebbene il decreto introduca misure con un orizzonte che va oltre la chiusura formale del Piano, è fondamentale che le competenze, i sistemi di monitoraggio e le capacità di project management sviluppate nell’ambito del PNRR non rimangano circoscritte a una stagione straordinaria, ma siano integrate stabilmente nella gestione ordinaria degli investimenti pubblici.
In assenza di una strategia di continuità, vi è il rischio di un effetto di discontinuità negli investimenti a partire dal 2027, con possibili ripercussioni sulla dinamica della crescita.
L’eredità del PNRR non risiede soltanto nelle riforme e negli investimenti realizzati, ma nella trasformazione delle modalità di programmazione, attuazione e valutazione delle politiche pubbliche, che dovrebbe diventare patrimonio strutturale dell’amministrazione e della politica economica del Paese.
È evidente che il PNRR non può esaurire lo sforzo riformatore necessario a sostenere la crescita, la modernizzazione e la competitività del sistema.
Tale sforzo va intensificato sia sul fronte degli investimenti pubblici, mantenendo il metodo PNRR fondato su target e risultati, sia sul fronte delle riforme.
02 marzo 2026
Fonte Assonime
